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BlogTour Il Soffio Della Morte – Bologna nel Medioevo

Ricevo con piacere il testimone dal blog titolare dell’iniziativa Thriller Storici e Dintorni e sarò lieta di accompagnarvi durante questa quinta tappa del BlogTour Il Soffio della Morte di Francesco Grimandi.

Nel corso delle quattro giornate precedenti abbiamo avuto modo di conoscere diversi aspetti di questo avvincente romanzo ambientato in una fantastica e ombrosa Bologna Medioevale; ed è inevitabile quindi, e doveroso da parte mia, condurvi in un viaggio immaginario di approfondimento nella fantastica città ambientazione del racconto di Francesco Grimandi.

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All’interno del romanzo troviamo spesso riferimenti agli avvenimenti storici che coinvolgono la città di Bologna: il più rilevante tra tutti la lotta tra Guelfi e Ghibellini Modenesi la “Guerra della Secchia Rapita” svoltasi nella giornata del 15 novembre 1395.

Mentre l’ispettore Jacopo Lamberti indaga cercando di scovare l’assassino colpevole di efferati omicidi commessi nello stesso modus operandi i guelfi bolognesi si scontrano nelle zone di Prati di Saletto e Parviano contro i Ghibellini Modenesi, condotti da Passerino Bonacolsi con l’appoggio di Rinaldo d’Este, i Gonzaga e i Visconti e le casate dei Pepoli e dei Gozzadini uscite da Bologna. Come si evince dalle pagine del romanzo i Ghibellini di Modena avranno la meglio, e riusciranno a raggiungere le porte della città nemica.

Grazie al professor Vincenzi e al suo blog ho potuto approfondire aspetti interessanti sull’ architettura strutturale della città di Bologna nelle cui vie di svolgono i fatti accaduti ne “Il Soffio della Morte”, sono sue anche le foto che potete vedere in questo articolo. Oltre alle doppie mura di cinta ( Torresotti e Cresta) resesi necessarie a causa dell’aumento demografico e ai palazzi come quello di Re Enzo, costruito per tenere prigioniero il figlio di Federico il Barbarossa, è impossibile non citare le numerose torri che hanno reso celebre la città. A Bologna, infatti, le Torri crescono come i funghi ormai se ne contano a decine a centinaia.. ( secondo uno storico circa 180 ) ma con tante torri così alte aumentano anche i rischi; il 7 maggio 1201 una torre collassa, e precipita sulle case sottostanti causando la morte di 37 persone.bologna-capitale-della-musica

Bologna nel Medioevo – Accenni di Storia

Nel 1286 Dante Alighieri arriva a Bologna forse per studi universitari, rimane meravigliato della selva di torri, così ricorda la pendente torre Garisenda nel canto XXXI dell’Inferno.

Nel 1288 Viene emesso dal Comune un Bando per Regolamentare i Portici che da tempo venivano costruiti spontaneamente nelle case dei private. il bando promulgava che nessun edificio doveva esserne privo . le misure minime almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri ) e larghi altrettanto , doveva riuscire a passarci un uomo a cavallo , permettevano di dare riparo a commercianti e studenti dalle intemperie e dalle strade fangose , i primi portici avevano le colonne in legno di quercia , successivamente divennero in muratura, oggi dopo secoli i portici rimangono una caratteristica di Bologna unica al mondo con una estensione di 38 km. solo nel centro storico .

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16 dicembre 1303 un certo Zaccaria di Sant’Agata, viene arso vivo, a bologna dalla “santa..” inquisizione cattolica, dopo pochi anni la stessa sorte toccò a una certa Bartolomea da Savigno, il 21 novembre 1307 subisce la stessa crudele sorte dagli inquisitori del papa. Purtroppo Bologna vedrà tantissimi altri atti di barbarie perpetuate dal clero

1306 per festeggiare la sconfitta del marchese d’Este di Modena un certo Beccaro Beccari di notte mentre nevicava decise di scalare la torre Asinelli dalla parete esterna dato che in quel periodo le scale interne erano state bruciate in qualche sommossa, quindi usando due sole pertiche di legno infilandole in modo alternato tra alcuni spazi fra i mattoni salì fino in vetta alla torre accendendo poi un fuoco e la mattina scese nello stesso modo, acclamato dalla folla ammirata.

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Nell’autunno del 1320, Francesco Petrarca viene a Bologna per iniziare gli studi giuridici. quello di Bologna sarà un soggiorno importante , perché venne a contatto con giovani che scrivevano versi in lingua comune o volgare. Nel 1326 Francesco lascia Bologna per Avignone.

Tra il 1327 al 1334 Bologna viene scelta come alternativa ad Avignone per ospitare la sede del papa , che in quel periodo era stato confinato in Francia. Il nipote del papa viene incaricato di preparare a Bologna la nuova corte papale , fa costruire un sontuoso palazzo e lo fa decorare dai più famosi pittori dell’epoca, Giotto stesso viene chiamato a Bologna per decorarlo , ma i Bolognesi risentiti perché messi in disparte da ogni incarico amministrativo si ribellarono e dopo giorni di lancio di sterco fecero fuggire il legato pontificio senza uso della violenza, il palazzo venne distrutto e solo un dipinto di Giotto sopravvissuto e conservato alla pinacoteca di Bologna mostra la struttura di questo palazzo andato perduto.

Nel 1337 ebbe inizio la Signoria dei Pepoli, definita da alcuni studiosi una “criptosignoria” in quanto la famiglia cercò di governare ponendosi come “primi tra pari” piuttosto che come veri e propri signori della città. La Signoria presentò forti elementi di continuità col passato, e resistette fino al 28 marzo 1401 quando la signoria passò alla famiglia Bentivogli.

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Nel 1351 circa La Torre Garisenda già pendente dalla fondazione per un cedimento del terreno ma ancora alta circa 60 metri fu abbassata , era in periodo dove i Visconti di Milano governavano a Bologna, ( dato che i signori Pepoli l’avevano venduta ) , essendo odiati dai Bolognesi per stare al sicuro si costruirono una fortezza pensile, facendo passare a una trentina di metri di altezza delle travi che collegavano la torre Asinelli alla Garisenda : le parole di un manoscritto dell’epoca diceva : …” fece fare li tasselli e le scale a la torre Asinelli e una fortezza intorno che tegnìa fino la torre Garisenda ” .. (* 5 Vedi nota bibliografica in calce ) . Ne risultò un un fortino attaccato alla torre Garisenda inespugnabile, ma a motivo del peso dell’enorme struttura si pensò di abbassare la torre pendente alle misure tuttora attuale di 48 m. nel 1399 il fortino andò distrutto in un incendio con gioia de bolognesi che videro cacciare i prepotenti Visconti .

25 luglio 1365 un forte terremoto ! magnitudo stimata 5,6 non si hanno dati su morti o danni

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Nel 1390 inizia la costruzione della basilica di san Petronio, attualmente tra le 6 chiese più grandi chiese di europa. Per manifestare il loro senso di religiosità verso Petronio il loro patrono i Bolognesi progettarono una chiesa molto più grande dell’attuale , ma il papa Pio IV fece costruire il palazzo universitario dell’archiginnasio a 12 metri parallelamente alla navata centrale della chiesa in modo che non si potesse ampliare costruendo il transetto di sinistra , questo allo scopo di non permettere che venisse costruita a Bologna una chiesa più grande di san Pietro che sarebbe stata eretta a Roma. …. ma a quanto pare forse questa sembra solo una leggenda dato che la chiesa era già padrona di bologna e quindi poteva comunque vietarne l’ampliamento.

soffio

 

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 547 KB
Lunghezza stampa: 159
Editore: Delos Digital (9 settembre 2014)
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B00NDIHOQE

 

Potete acquistare il libro seguendo questo link.

Non vi resta che leggere il romanzo “IL SOFFIO DELLA MORTE” di Francesco Grimandi per vivere le emozioni dei protagonisti tra le vie della città e restare con il fiato sospeso durante le indagini dell’ispettore Lamberti.

3 pensieri su “BlogTour Il Soffio Della Morte – Bologna nel Medioevo”

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