Distopico, Fantasia, Horror, Mistero, Narrativa Italiana, Noir, Promozione, psicothriller, Scrittori Emergenti, splatter, Suspense, Thriller

Movida di Andrea Campucci

Vi ho parlato e mostrato questo libro già da diverso tempo, quando, ancora in attesa di pubblicazione questo libro era una delle campagne attive di BookRoad.

Dopo aver anche pubblicato un’intervista a tappe dell’autore, ora è arrivato il momento della recensione!

Se ancora non avete idea di cosa stia parlando, e mi sembra strano perché come ho già detto sopra ho proposto questo libro in tutte le salse :P, vi ricordo l’articolo di segnalazione pubblicato qualche tempo fa che trovate qui, dove potrete leggere anche la trama.

Impressioni di una Lettrice

Comincio con il dire che questo non è un libro che potrebbero leggere tutti, semplicemente perché la storia e lo stile di scrittura sono a dir poco forti. E questo è uno dei motivi che mi ha spinto a voler leggere disperatamente questo libro che gentilmente la casa editrice mi ha messo a disposizione.

Andrea Campucci ai miei occhi è un folle, un pazzo scatenato, un genio che mi ha fatto ripensare prima di tutto ad Arancia Meccanica. L’utilizzo di un linguaggio inventato rimanda al Nadsat, il protagonista è un antieroe esattamente come Alex DeLarge, e proprio come lui assieme ai suoi amici si diverte a commettere crimini. Nel libro infatti sono descritte sei serate di insolito divertimento all’insegna di alcol, droghe, psicofarmaci, stupri e uccisioni, divertente no? Finché non lo leggerete non saprete.

Il linguaggio utilizzato da Andrea Campucci arriva come una stilettata e colpisce dritto nel segno. Non ci troviamo di fronte ad un romanzo giallo o ad un noir qualsiasi, in Movida troviamo un complesso susseguirsi di nozioni e riferimenti che trasformano il libro in due parti differenti e distinte: la storia che racconta e come la racconta. In due parole? Da leggere! Non sono ovviamente passati inosservati passaggi in inglese o in francese, addirittura a volte sono state tradotte anche alcune piazze o quartieri di Firenze e la cosa mi ha fatto particolarmente divertire. Avrei voluto essere pratica della zona per immaginare i luoghi in cui si svolgono le vicende del libro ed immaginarmi nella Movida scritta da Campucci!

Mentre mi stavo dedicando alla lettura di questo libro ho riscoperto con gioia lo stile splatter di Palahniuk, Irvine Welsh e dei nostrani “cannibali”. Alcune tracce di distopia si insinuano nelle ultime pagine del libro, come meravigliosi fuochi artificiali a concludere una festa da urlo. Assolutamente da leggere per gli amanti del genere! Il mio voto è 4/5 e non vedo l’ora di poter leggere altro di questo autore!

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