Casa Editrice, Classici, Letteratura, Mistero, Racconto, Romanzo, Soprannaturale

La casa dei fantasmi di Charles Dickens

Non so davvero se c’è bisogno di questa recensione, magari sì per qualcuno che non ha mai sentito parlare di Charles Dickens… lol ok, si è capito no? Perché mi sento un po’ in difficoltà a parlarne… lo conoscono tutti, chi per Topolino chi perché è un appassionato di letteratura. Comunque magari non tutti avete letto o sentito parlare de “La casa dei Fantasmi” che infatti è il motivo per cui ve ne parlo oggi…

La storia che vi sto per raccontare è stata pubblicata per la prima volta nel 1859 e conteneva sette episodi scritti da sette autori di ghost-story amici di Charles Dickens.

Successivamente, e anche in questo caso, viene pubblicata l’introduzione alla raccolta di racconti che è un incipit della storia e la vicenda ambientata nella camera di Mastro B. scritta da Dickens.

Lo scopo della raccolta era, oltre quello di divertire e spaventare il lettore (si tratta pur sempre di racconti dell’orrore, gotici), quello di denunciare le differenze sociali in epoca Vittoriana. I suoi “esperimenti” letterari, come possiamo immaginare, sono stati anche criticati. In questo caso all’interno del testo troveremo evidenziati i sentimenti dell’essere umano dell’epoca vittoriana come la paura, l’inquietudine.

L’Autore

Charles John-Huffam Dickens (7 febbraio 1812 – 9 giugno 1870) è stato uno scrittore inglese. Nel corso della sua carriera ha scritto i romanzi Oliver TwistIl canto di NataleDavid Copperfield Grandi speranze, ed è considerato il più grande romanziere dell’epoca vittoriana. Quando era ancora in vita Dickens è diventato noto in tutto il mondo per i suoi indimenticabili personaggi, la sua maestria nel dipingerne le vicende, e le descrizioni delle classi sociali, dei costumi e dei valori del suo tempo.

Trama

Un uomo di nome Joe, seguito dalla sua amabile sorella, decide di affittare una casa che ha tutte le carte in regola per essere definita “infestata” anche solo a guardarla da fuori.

Una volta trasferiti la servitù sembra come impazzita, cameriere che gridano e urlano e paiono sconvolte. Tranne Bottles, sordo.

Eppure la casa è così bella, è un peccato arrendersi e lasciarla subito. Al diavolo la servitù, i due fratelli decidono di invitare alcuni loro amici e di rimanere nella casa “autogestendosi”, organizzando la vita e godendone, restando alzati fino a tardi a raccontare storie, divertirsi e godersi le feste di Natale. Una volta nelle proprie stanze però ognuno di loro avrà strani incontri da raccontare la notte dell’Epifania, al termine delle festività natalizie…

Impressioni di una Lettrice

Se leggendo l’introduzione di questo articolo avete pensato “Ao’ ma chi è questa, chi si crede di essere? Ci viene a dire che se non conosciamo Dickens e La casa dei Fantasmi siamo tutti scemi?” Per niente proprio, infatti neanche io avevo mai letto questo libro, e se ne avevo sentito parlare l’avevo rimosso. Quindi non sentitevi piccati e scopriamo insieme perché bisogna proprio leggerlo:

  1. Storia di fantasmi, ma va? Eh sì, sono sempre affascinanti le storie che parlano delle cose che non conosciamo, non possiamo vedere, ci fanno paura in qualche modo.
  2. Racconta la società, in questo momento di “cambiamento” che è l’800 ci sono molte cose che stanno cambiando. Lo scontro continuo è tra la ragione e la scienza e tutto ciò che è oscuro ed occulto.
  3. Anche se leggeremo soltanto la storia ambientata nella stanza di Mastro B. è interessante vedere la struttura del romanzo, come sia stata introdotta la raccolta di racconti. Un esperimento sociale in cui racchiudere le caratteristiche di altri scrittori in un melting pot fatto sì per intrattenere ma anche per porre l’attenzione su alcuni comportamenti della società dell’epoca.

Contrariamente a quanto mi capita di solito ho dovuto concentrarmi un po’ per leggere questo libro, non sono parole semplici, la scrittura ovviamente non è lineare come quella di uno scrittore di oggi. Questo dovrebbe farmi capire che necessito di letture di classici seduta stante!

Ringrazio come sempre le ragazze gentilissime, disponibili e pazienti della Leone Editore che mi hanno inviato il Leoncino -credo che ormai sappiano che ho una cotta per questi librettini piccolini- la mia recensione non è stata in alcun modo influenzata, anche perché “Bocciatelo voi un libro di Dickens, puah, ma chi vi credete di essere?”. Ricordo che ho recensito, sempre di Dickens, un altro Leoncino, a questo link QUI!

Alla prossima bella gente, daje!

P.S. Come sempre quando mi capita di leggere un testo con la lingua originale a fronte (cosa che amo tra l’altro) mi diverto a carpire i giochi di parole per vedere come sono stati tradotti!

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