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La città senza rughe di Roberto Ritondale

Siamo arrivati al due maggio e io non ho ancora capito come sia successo. In teoria ieri avrei avuto un volo per Barcellona, e io non vedevo l’ora di andarci. In pratica me ne sto qui a cercare di capire come farmi rimborsare i biglietti. Però ho il piacere di condividere con voi alcune delle curiosità del romanzo distopico di Roberto Ritondale “La città senza rughe” edito Book Road di Leone Editore, protagonista del blog tour che la mia tappa conclude.

Curiosità sul Romanzo

La scelta dei nomi

Una delle curiosità è senz’altro la scelta dei nomi, che si rifanno alla storia e alla mitologia greca e romana.
Ogni nome ha un significato ben preciso, e non a caso alla fine del romanzo si può trovare un dizionario che svela ogni segreto nascosto tra le pagine. Possiamo darvi una piccola anticipazione: per esempio Etilla, il nome della protagonista, deriva da colei che presa prigioniera dagli Achei, si ribellò con le compagne e bruciò i vascelli che le portavano in Grecia per eludere le paventate sofferenze della schiavitù.
Vacuna, l’ospizio-lager dove vengono mandati gli anziani, deriva dal nome della dea italica del riposo.

La figura di Alessandro Volta

Un’altra curiosità sono i riferimenti ad Alessandro Volta. Ezio, il nipote della protagonista, è
talmente affascinato dalla figura del genio comasco, che sogna di emularlo come scienziato.

Parcheggiò il monopattino in via Cairoli e si diresse verso la statua di Alessandro Volta. Piazzato lassù in alto, vestito di bianco e con lo sguardo fiero, quel genio sembrava proteggere Como.
Quanto gli sarebbe piaciuto emularlo, e quanto invidiava l’amico che poteva affacciarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte per ammirarlo dal balcone.

Il bullismo

L’ultima curiosità è relativa a un’altra tematica affrontata nel romanzo: il bullismo. Una piaga che necessita l’impegno di tutti per essere debellata, un tragico fenomeno che nella società odierna è purtroppo presente nella vita di molti giovani.

Nulla sembrava avere più senso. Si sentiva un groviglio di disperazione impotente, un esperimento fallito, un vetrino frantumato. Avrebbe voluto averlo di fronte, ancora vigile e cosciente, per dirgli che no, non è così che si reagisce alle prepotenze dei bulli, non è dandogliela vinta, ammazzandosi, che ci si libera dal senso di vergogna.
Si denunciano, i bulli.
Si denunciano sempre.

Questo romanzo mi da l’idea di avere molto da insegnare e far comprendere. Io non vedo l’ora di leggerlo e recensirlo, spero presto.

Secondo il mio parere l’idea è molto originale, e io sono davvero curiosa di sapere come si sviluppa la storia!

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