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Intervista ad Andrea Campucci – Tappa V

Cosa si nasconde tra le righe di Movida?

Attraverso la casa editrice BookRoad sto scoprendo e vivendo esperienze uniche e davvero divertenti. Soprattutto per me che per i libri ho un amore incondizionato. Conoscere un autore che ha scritto diversi libri, indagare sui significati nascosti all’interno di una storia, sapere come quella persona, una parola dopo l’altra, sia stata in grado di scrivere un’opera in grado di farmi viaggiare con la mente, è una delle attività che preferisco. Mi sento davvero fortunata a scrivere su questo blog e a mettere nero su bianco tutto quello che mi passa per la mente.

Ma veniamo a noi, all’articolo di oggi. Si tratta di un’iniziativa nuova: un’intervista a tappe che ci farà scoprire i segreti che si nascondono dietro Movida e qualche cenno in più sul suo autore Andrea Campucci.

Quali idee vuole comunicare Movida?

Movida non vuole avere nessun intento pedagogico. Non è lo scandalo di fronte a una situazione talvolta fuori controllo ad averne motivato la stesura. Semmai è la curiosità. Una curiosità priva di ogni paternalismo, giacché sulla questione non si leggono che interventi sempre e solo venati di una certa incredulità. È come se la gente non capisse i motivi del fenomeno, e si limitasse, nei panni dell’autorità, a reagire con proibizioni e divieti. Ora, tenute ferme certe innegabili distanze, non trovo che nella movida di qualsiasi città del mondo si
possano trovare troppe differenze. E lo stesso si può dire, se si fa a meno dei vari contesti simbolici, a proposito delle Grandi Dionisie di Atene e del nostro Carnevale. Resta l’assunto che l’uomo, per natura, è sempre alla ricerca di valvole di sfogo più o meno distruttive, più o meno tollerate dal contesto sociale in cui vive. Farne una questione di “emergenza sociale” o segno di un disagio collettivo risulta un approccio troppo semplicistico. È per questo motivo che ho cercato di vedere oltre, di prendere il fenomeno della Movida come pretesto, e provare a capire i veri motivi di un meccanismo di fuga che a quanto pare fa parte dell’umano – e non del disumano – più di quanto si pensi.

L’Autore

Andrea Campucci è nato a Incisa in Val d’Arno (Firenze) nel 1983, è laureato in filosofia e attualmente collabora con alcuni editori fiorentini. Con Leone Editore ha pubblicato i suoi successi Plastic shop (2016) e Porn food (2017). Il 4 luglio è finalmente uscito il suo nuovo romanzo Movida, edito da BookRoad.

“A questo punto dovrei essere già in coma etilico o in stato di fame d’aria, ma riesco comunque a deambulare fra tutti questi struzzi che mi circondano e ballano e si tarantolano di fronte a me. Sbando in mezzo alla pista e penso che forse quest’indistruttibilità è data da una fede profonda, da una determinazione ineguagliabile nel volere la morte altrui, l’estinzione di ciò che rende impossibile la vita. È questo che ci rende praticamente invincibili, io e gli altri abbiamo il culto della distruzione, vogliamo devastare il mondo e farne un raccattacenere, ci specchiamo nel niente perché siamo niente e non c’importa un cazzo di abbellirne il riflesso. Quindi al lavoro! Temo d’aver perso fin troppo tempo in questo capannone per rincoglioniti.”

Ricordo che il libro è in vendita in tutte le librerie dal 4 luglio! Direi che è decisamente da non perdere!!

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