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Blog Tour – Il Nulla che per noi era tutto di Andrea Conteddu

Come avevo anticipato nel post di segnalazione precedente oggi nel mio blog ospiterò la quarta tappa del blog tour dedicato a “Il Nulla che per noi era tutto” scritto da Andrea Conteddu edito BookRoad.

Nelle tappe precedenti che abbiamo avuto il piacere di leggere sono stati trattati, con sapiente maestria, temi profondi come i segreti inconfessati e inconfessabili all’interno del racconto e temi divertenti e un po’ nostalgici come gli anni ’90 che purtroppo io ricordo a malapena.

Il tema che affronteremo oggi insieme, invece, è quello della vendetta. Nella presentazione del libro curata da Diario di un Sogno abbiamo capito quali sono le storie dei tre ragazzi protagonisti del libro: Francesco, Giulio e Matteo. Andremo ad analizzare il sentimento di vendetta che si palesa spesse volte nel libro come se fosse un personaggio che alita dolcemente sui protagonisti del romanzo.

In cerca di vendetta

Vendetta, quante volte oggi utilizziamo questo termine per cose effimere e di poco conto? La parola vendetta deriva dal latino vindĭcta e significa rivendicazione; liberazione; castigo. Liberazione è il termine caldo che prenderò in considerazione oggi, perché spesso le cose non sono come le immaginiamo e il passato potrebbe svelare scheletri nascosti da troppo tempo, la verità che potrebbe venirne a galla sarebbe oltremodo dolorosa e così straziante da voler preferire tacere piuttosto che dissigillare segreti in grado di distruggerci.

La storia dei tre ragazzi raccontata da Andrea Conteddu all’interno del libro è sì un romanzo di formazione, ma anche una vicenda dai contorni noir che ci lascia presagire che nella vita dei tre giovani non tutto va come dovrebbe andare, e non tutto quello che ci appare è come sembra.

Nello sviluppo del romanzo scopriamo che Matteo, ad esempio, è perennemente arrabbiato, così frequentemente furente che non perde l’occasione di farsi vedere coraggioso ed attaccare briga con gli altri ragazzi del paesino cacciandosi in grossi guai con i suoi amici. Il suo comportamento sempre nervoso trova origine nella sua situazione famigliare instabile e infida: con un padre che non fa altro che bere birra e fumare sigarette già dal mattino presto, quando non lavora in cantiere. E come ogni ubriaco diventa molesto e violento e lo picchia, e picchia sua mamma che non sembra saper reagire, e spesso minaccia anche di picchiare la sorella minore di tre anni. Di un padre così Matteo si vergogna, di un padre così, però, Matteo non ha paura…

La vendetta, la liberazione, è la chiave che chiude quell’estate del 1994 a Maris con un vortice di sentimenti contrastanti, gioia, dolore, frenesia, paura, eccitazione, consapevolezza, amore, affetto e rabbia…

Continuate a seguire questo splendido blog tour con la tappa di bookspedia di domani e il 9 aprile con la recensione sul mio blog!

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