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Blog Tour -La profezia dei Gonzaga – Tiziana Silvestrin



Il 2019 è appena cominciato e non potevamo non aprire l’anno senza un blog tour, come sempre magistralmente organizzato da Thriller storici e dintorni.



Il libro intorno al quale si svilupperà questa iniziativa è La profezia dei Gonzaga di Tiziana Silvestrin edito Scrittura & Scritture.






Il romanzo La profezia dei Gonzaga si svolge nella bellissima cornice della città di Mantova, edificata su due isole detritiche sul fiume Mincio, in una zona contraddistinta da una pianura fertilissima.




Mantova, dopo essere stata in un primo momento sotto il controllo degli etruschi e successivamente dei romani, subì diverse invasioni barbariche, e fece parte dei territori di Matilde di Canossa fino al 1115, anno della morte della Contessa. Rimase libero comune fino al 1273, per poi essere governata dalla famiglia dei Bonacolsi fino alla morte di Rinaldo, detto Il Passerino, ferito a morte da Luigi Gonzaga, con l’aiuto dell’alleato Cangrande della Scala.


Stemma dei Gonzaga successivo al 1630



Siamo nel 1328, da questo momento ha inizio l’ascesa al potere della famiglia Gonzaga sul territorio Mantovano.

Originaria del paese di Gonzaga, in provincia di Mantova, la famiglia di parte guelfa dei Corradi da Gonzaga iniziò a distinguersi già sotto il dominio di Canossa, da cui ricevettero alcuni beni e possedimenti. L’affermazione dei Gonzaga continuò durante il periodo di egemonia dei Bonacolsi, di cui erano fidati alleati… Fidati fino ad un certo punto, dal momento che Luigi Gonzaga nel 1328 non si fece tanti scrupoli nell’uccidere Rinaldo. In realtà questo atto fu accolto come una liberazione dal popolo, dal momento che il Passerino non era esattamente ben visto a causa delle continue vessazioni a cui venivano sottoposti i mantovani. Luigi venne così eletto Capitano del Popolo nel 1328, e gli succedettero nella gestione della Signoria altri membri della dinastia Gonzaga. Quando Francesco venne nominato Conte di Gonzaga dal Papa Bonifacio IX, Mantova si staccò dalla supremazia dei Visconti per appoggiarsi a Venezia.



La legittimazione imperiale avvenne nel 1432, quando Gianfrancesco Gonzaga ottenne il titolo di Marchese di Mantova da parte dell’imperatore del Sacro Romano Impero Sigismondo, sborsando una cifra non indifferente: 12 mila fiorini d’oro. A partire da questo momento, Mantova diventò un importantissimo centro artistico (il pittore di corte era il Mantegna) e culturale. La famiglia accrebbe il suo potere attraverso una politica matrimoniale che unì la casata mantovana alle più importanti famiglie europee.


Andrea Mantegna, La camera degli sposi, Castello di San Giorgio, Mantova.



I Gonzaga raggiunsero forse l’apice del loro prestigio durante il governo di Francesco II e della moglie Isabella d’Este, una delle donne più colte ed importanti del rinascimento. Nel 1530 l’Imperatore Carlo V attribuì al successore di Francesco, Federico II il titolo di Duca, dando così origine al Ducato di Mantova. La città diventò uno dei più importanti centri artistici e culturali in Italia, ma la ricerca dello sfarzo e della magnificenza portò ad un aggravarsi della tassazione sui sudditi, che causò malcontento e ribellioni specialmente nelle campagne. I segni del declino si fecero evidenti già durante l’epoca di Vincenzo I, che spendeva capitali per rendere la corte sempre più sfarzosa: i debiti accumulati furono talmente ingenti da costringere il Duca a cedere parte delle sue terre.



La situazione peggiorò ulteriormente alla morte di Vincenzo II: con la scomparsa dell’ultimo figlio di Vincenzo I si estinse la linea primogenita di successione e il ducato passò nelle mani del ramo cadetto della famiglia, i Gonzaga Nevers, generando un periodo di lotta tra gli Asburgo ed i francesi per la successione del ducato.


Alla corte dei Duchi Vincenzo ed Eleonora



Dato che vicende del Capitano di Giustizia Biagio dall’Orso si svolgono nel 1596, alla corte dei Duchi di Mantova Vincenzo I Gonzaga ed Eleonora de’ Medici, andiamo a conoscere un po’ più da vicino la corte ducale dell’epoca. Vincenzo, incoronato IV Duca di Mantova nel 1587, fu uno degli uomini più rappresentativi della sua epoca: fu soprattutto durante il suo regno che Mantova divenne uno dei centri d’arte più importanti della penisola. Questo perché Vincenzo era un grande amante del lusso e dello sfarzo, come era amante delle scorribande con i suoi compari e delle belle donne. Per dare prova del proprio valore organizzò diverse spedizioni in Ungheria per combattere contro i turchi, anche se in realtà il passaggio dei Gonzaga venne ricordato più per i sontuosi banchetti e le feste che per le gesta militari, che furono poca cosa.


Ritratto del Duca Vincenzo I Gonzaga, Frans Probus il Giovane, 1600
Conservato nel Palazzo dell’Arco, Mantova.



In quanto amante dell’arte Vincenzo si circondò di numerosi artisti di grande prestigio: fece liberare Torquato Tasso dalla prigionia ospitandolo presso la sua corte, affidò all’architetto Antonio Viani, che troviamo anche nel romanzo La profezia dei Gonzaga, la decorazione di alcune stanze del palazzo ducale e la costruzione delle chiese di Sant’Orsola e di San Maurizio. Durante un viaggio nelle fiandre Vincenzo conobbe il pittore Rubens, che ospitò a Mantova in qualità di pittore di Corte, insieme Frans Probus il Giovane.


La curiosa vicenda dei Matrimoni di Vincenzo Gonzaga



Nel 1581 Vincenzo prese in moglie Margherita Farnese, una fanciulla di appena tredici anni. Il matrimonio però venne annullato dopo soli due anni poichè non era stato consumato, probabilmente a causa di una malformazione fisica della ragazza che le impediva di avere rapporti completi. Certamente i Farnese non furono molto contenti della piega presa dalla questione, perciò misero in giro la voce che la causa dell’impossibilità di consumare il matrimonio non risiedesse nella sposa, ma nello sposo, lasciando Vincenzo in una situazione piuttosto spinosa.



Per le seconde nozze di Vincenzo venne individuata un’altra fanciulla, Eleonora de’ Medici, figlia del Granduca di Toscana. Dal momento che la questione dello scioglimento del primo matrimonio non era ancora del tutto chiarita, la matrigna della sposa, Bianca Cappello volle rendere pan per focaccia alla famiglia Gonzaga che in precedenza l’aveva snobbata per via delle sue origini di cortigiana veneziana, pretendendo da Vincenzo una prova della sua virilità, davanti ad una commissione formata da dottori ed ambasciatori: la nobile famiglia di Eleonora voleva essere sicura che tutto funzionasse per bene prima di concedere in sposa la fanciulla al futuro Duca di Mantova. Così Vincenzo dovette dar prova della sua virilità, la prima volta con scarso successo, tanto che i medici chiesero un’ulteriore prova. La seconda volta si presentò al “collaudo” (che doveva avvenire con una giovane lautamente pagata e con una prospettiva di contrarre un buon matrimonio con un uomo di fiducia), dopo un pasto a base di cibi afrodisiaci e vino, che però gli causò una colica intestinale che portò al fallimento della prova. Finalmente la terza prova fu quella decisiva, alla presenza di testimoni oculari e con tanto di verbale redatto nei minimi particolari.


Frans Probus Il Giovane, Ritratto di Eleonora de’ Medici Duchessa di Mantova, 1600



Una volta assodata la virilità del futuro duca il matrimonio poté finalmente essere celebrato con Eleonora de’ Medici. Da questo matrimonio nacquero sei figli: Francesco, Ferdinando, Margherita (che compaiono anche nel romanzo) Guglielmo Domenico (morto a soli 3 anni) Vincenzo ed Eleonora.



I tre figli di Vincenzo ed Eleonora non ebbero figli maschi, per cui la con la morte di Vincenzo II la linea di discendenza primogenita si esaurì, e Carlo di Gonzaga- Nevers divenne VIII Duca di Mantova, dopo una lotta per la successione tra Francia e Asburgo che durò dal 1628 al 1631. Con la morte del X Duca di Mantova Ferdinando Carlo si estinse anche il ramo cadetto della dinastia Gonzaga, e Mantova passò sotto il dominio degli Asburgo.



Non perdere le altre tappe del tour in cui approfondiremo i temi trattati all’interno del libro “La Profezia dei Gonzaga” di Tiziana Silvestrin! Domani con la Stamberga d’inchiostro

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